L'idrogeno viene immagazzinato in tre modi:
- Allo stato gassoso in bombole ad alta pressione (300-700 bar)

- Allo stato liquido in bombole refrigerate (criogenia)
- Attraverso gli idruri metallici
L'immagazzinamento allo stato liquido è un processo molto costoso e complesso, per i nostri scopi utilizzeremo idrogeno gassoso immagazzinato in bombole alla pressione di 350bar, in futuro, quando la tecnologia sarà sufficientemente matura, prenderemo in considerazione gli idruri metallici.
Gli idruri metallici sono leghe di magnesio, alluminio, ferro o lantanio con all'interno dei composti (di nichel, vanadio, titanio, cromo, terre rare) in grado di assorbire idrogeno nello spazio interatomico.
Il processo di CARICA-RILASCIO è reversibile e si ottiene variando la pressione e fornendo o asportando calore al sistema. Inoltre, usando leghe con differenti composizioni, è possibile ottenere sistemi in grado di rilasciare l'idrogeno a differenti pressioni.
Questa reazione permette di stoccare l'idrogeno allo stato solido all'interno di contenitori in cui è posto l'idruro metallico in polvere. La necessità di polverizzare l'idruro si impone per massimizzare la superficie di adsorbimento. Tramite questa tecnologia l'idrogeno è immagazzinato in modo sicuro, occupando volumi decisamente minori rispetto allo stoccaggio tradizionale in bombole ad alta pressione.