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Conto Energia per il fotovoltaico Decreto 28 luglio 2005 A quasi un anno dalla scadenza prevista dal Dlgs. 387 (15 agosto 2004), il Decreto 28 luglio 2005 che incentiva il kWh fotovoltaico è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (n. 181 del 5 agosto 2005) (scarica in formato PDF) Questo decreto, elaborato dal Ministero delle Attività Produttive di concerto con il Ministero dell’Ambiente, definisce il cosiddetto “conto energia” per il fotovoltaico, secondo quanto indicato dall'art.7 del Dlgs. 387 del 2003, per impianti con taglie comprese tra 1 kW e 1.000 kW di potenza. L’incentivazione per la produzione elettrica da fotovoltaico sarà erogata per 20 anni per impianti la cui domanda sia stata inoltrata da persone fisiche e giuridiche, compresi i soggetti pubblici e i condomini. Le tariffe per kWh sono definite in base alla taglia dell’impianto (vedi tabella); per gli impianti la cui domanda perverrà dal 2007 la tariffa decrescerà del 2%. Il decreto non considera nessun incentivo specifico per l'integrazione dell'impianto FV nell'edificio: gli impianti possono essere installati anche a terra. Tariffe incentivanti del FV per 20 anni (domande 2005-2006)
Un aspetto nuovo del decreto è nell’articolo 6, comma 6, che spiega come l’aggiornamento delle tariffe incentivanti venga effettuato a decorrere dal 1° gennaio di ogni anno sulla base del tasso di inflazione (dato Istat) riferito ai dodici mesi precedenti. Gli impianti che avranno diritto all’incentivazione saranno solo quelli entrati in esercizio dopo il 30 settembre 2005 e la cui domanda sarà presentata al Soggetto Attuatore (la società Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale Spa) entro le date stabilite (la prima scadenza è fissata per il 31 dicembre 2005). Il decreto prevede anche specifiche condizioni per la cumulabilità del conto energia con altri incentivi (art.10); in particolare, le tariffe incentivanti sono ridotte del 30% se il soggetto che realizza l’impianto beneficia della detrazione fiscale (36% - in vigore sicuramente fino al 31/12/2005, ma che non sappiamo se verrà reiterata dalla prossima finanziaria); tali tariffe non verranno erogate se gli impianti hanno ricevuto incentivi pubblici in conto capitale superiori al 20% del costo di investimento o se usufruiscono dei certificati verdi. Va detto che il conto energia italiano è una sorta di "sistema di incentivazione misto o ibrido". Infatti, l’energia elettrica dall’impianto fotovoltaico potrà essere autoconsumata o immessa nella rete locale (quando la produzione eccede il consumo delle proprie utenze) e conteggiata da un ulteriore apposito contatore, il contributo verrà erogato su tutta l'energia elettrica prodotta. Quindi:
Per le due taglie (1-20 e 20-50 kW) l’elenco degli impianti aventi diritto alla tariffa incentivante è ordinato secondo la data di presentazione della domanda, nel caso degli impianti sopra i 50 kWp la graduatoria è in base al valore della tariffa incentivante richiesta: la priorità è data a quelle domande con il valore più basso di tariffa richiesta. Inoltre, per gli impianti con taglia da 50 a 1.000 kW il soggetto responsabile dell’impianto deve costituire una cauzione (pari a 1.500 € per kWp da installare) a titolo di penale in caso di mancata realizzazione dell’impianto nei termini previsti dal decreto. Quest’ultima disposizione rischia di rendere fattibili tali progetti solo per i grandi gruppi industriali. Le domande per tutte le tipologie di impianti dovranno essere inoltrate trimestralmente al Soggetto Attuatore entro il 31 marzo, 30 giugno, 30 settembre e 31 dicembre di ciascun anno. La centralizzazione della procedura per l'ottenimento della tariffa incentivante potrebbe comportare tempi più lunghi nella gestione del progetto rispetto a quelli previsti dal decreto (art.7 e 8 del decreto). Le tariffe incentivanti saranno riconosciute fino a quando la potenza cumulativa di tutti gli impianti che le ottengono raggiungerà la quota di 100 MW: 60 MW per gli impianti fino a 50 kWp e 40 MW per gli impianti da 50 kWp a 1 MWp. I costi dell’incentivazione degli impianti fotovoltaici non sono a carico dello Stato, ma saranno coperti con un prelievo sulle tariffe elettriche di tutti i consumatori (componente tariffaria A3 che stiamo già pagando in bolletta), che comunque non dovrebbe superare la cifra di 0,0014 € (poco meno di 3 lire) per ogni kWh.
Informazione tecniche 1. Quanto produce un impianto fotovoltaico? Tetto Fotovoltaico da 1 kWp (8 m2) a: Energia elettrica generabile in un anno Milano 1.100 kWh per kWp Roma 1.300 kWh per kWp Trapani 1.600 kWh per kWp
2. Qual è la durata di vita di un impianto fotovoltaico? La durata di un sistema Fotovoltaico è superiore ai 30 anni, con un decadimento della produttività negli anni piuttosto limitato. Tuttavia alcuni esperti in Giappone stimano che un impianto possa produrre energia anche con 80 e più anni di vita. Quasi tutti i pannelli sono garantiti 20 anni.
3. Calcolo semplificato di costo e tempo di rientro economico con il conto energia Ipotesi: Impianto Fotovoltaico residenziale in Italia del Nord da 2 kWp (16 metri quadrati di superficie) Esempio di consumo dell’utenza: 3.000 kWh/anno Costo chiavi in mano (stima): 13.500 € + IVA 10% = 14.850,00 € Produzione in Italia del Nord (2 kWp) = 2.200 kWh ogni anno Ricavo dalla vendita del kWh FV = 2.200 x 0,445 € = 979,00 € ogni anno Risparmio sul costo evitato dell’energia (in questo caso si pagheranno alla società elettrica solo 800 kWh all'anno) 2.200 Kwh x 0,18 € (costo medio dell’elettricità per le famiglie) = 396,00 € Vantaggio economico totale annuale = 979 + 396 = 1.375,00 € ogni anno Tempo di ritorno dell’impianto = 14.850 : 1.375 ≈ 10,8 anni Dopo questo periodo si rientra dell'investimento e si comincia a guadagnare.
Altri esempi di calcolo sono disponibili qui; per un preventivo più accurato non esitate a contattarci. |
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