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Domande frequenti sul Conto Energia per il fotovoltaico


“Solo i ricchi possono comprarsi un sistema fotovoltaico, ancora troppo costoso”

Non è vero, è una questione di sensibilità ambientale il cui costo rientra con buoni margini.
Le cifre in gioco sono sì importanti (un impianto tipicamente richiesto dalle utenze residenziali costa 15 – 20 mila euro), ma non sono proprio inaccessibili: costa come o meno di un automobile di media cilindrata, con la differenza che l’auto perde il 20% del valore già varcando la soglia del concessionario al momento dell’acquisto e poi, a fronte del servizio che ci garantisce, porterà a continue spese, mentre l’impianto fotovoltaico produrrà energia elettrica per oltre 30 anni, mantenendo così il proprio valore negli anni e, di conseguenza, aumentando il valore della casa su cui è installato.
Le spese di manutenzione sono molto basse (al massimo si può prevedere il cambio di una scheda elettronica dell’inverter ogni 15 anni circa).
Le case dotate di questi sistemi saranno certificate e avranno un valore superiore sul mercato.

Come saranno i collegamenti elettrici?

In pratica, il nuovo schema d’incentivazione prevede l’installazione (da parte del distributore locale) del contatore fiscale a valle dell’inverter. Verrà così misurata TUTTA l’energia elettrica prodotta dal sistema fotovoltaico, sulla quale si calcolerà quindi la quota da corrispondere relativa all’agevolazione del Conto Energia.
Il cavo dell’alternata in uscita dall’inverter verrà quindi collegato in un quadro elettrico dell’utenza, in modo che l’energia prodotta dall’impianto solare possa essere utlizzata dall’utenza stessa, proprio come avviene con i sistemi fotovoltaici sinora installati in Italia.
Gli impianti fotovoltaici possono essere collegati a reti rientranti sia nella bassa che nella media tensione.
L’energia elettrica da fonte fotovoltaica sarà in parte usata (con conseguente risparmio economico derivante dall’energia non prelevata dalla rete locale), mentre le eccedenze entreranno nella rete, passando attraverso il contatore installato al fianco (“in serie”) al contatore esistente, che conteggerà i kWh immessi in rete, da scontare sulle bollette successive.
Questo sistema “misto” permetterà quindi di sommare al “guadagno” consentito dal Conto Energia il “risparmio” permesso dall’uso nell’utenza e dalla cessione alla rete dell’energia fotovoltaica.

Non mi tornano i conti: come può essere che l’energia prodotta dall’impianto venga pagata 0,45 €/kWh e la stessa energia permetta poi di risparmiare sui consumi e quindi sulle bollette? Se la vendiamo non possiamo utilizzarla!

Invece è proprio così: un contatore installato appena dopo l’inverter misurerà TUTTA l’energia elettrica prodotta dal sistema fotovoltaico, che verrà così pagata con la tariffa incentivante, e siccome il cavo che trasporta l’energia solare viene poi collegato ad un quadro dell’utenza, la stessa energia può essere usata per alimentare le utenze della casa (o dell’azienda), consentendo un ulteriore vantaggio economico costituito dai soldi che si risparmiano sulle bollette. Si arriva così a tempi di ritorno dell’investimento (che per un’utenza familiare è tra i 15 e i 20 mila €) di 7-10 anni (a seconda che ci si trovi al Sud o al Nord Italia), che si riducono a 4-7 anni per le aziende (per impianti da 50-100 mila €, deducibili fiscalmente).

Tariffe incentivanti

Tutta l'energia elettrica prodotta dai sistemi fotovoltaici (misurata tramite un contatore che verrà installato a valle del sistema) verrà pagata con una tariffa molto interessante:

1) gli impianti da 1 a 20 kWp godranno di una tariffa incentivante pari a 0,445 €/kWh per 20 anni (da applicarsi a tutta la produzione di energia elettrica fotovoltaica), alla quale sarà possibile sommare il meccanismo del net-metering: utilizzo dell’energia da parte dell’utenza e cessione alla rete elettrica locale dell’energia in esubero rispetto alle necessità istantanee dell’utenza stessa (eccedenze), che vengono poi scontate dalle bollette successive

2) gli impianti da 20 a 50 kWp godranno di una tariffa incentivante pari a 0,46 €/kWh per 20 anni, alla quale sarà possibile sommare il risparmio consentito dall’utilizzo dell’energia fotovoltaica prodotta dal sistema e il ricavato derivante dalla vendita delle eccedenze alla rete locale, che per i sistemi di potenza superiore ai 20 kWp è regolamentato dalla Delibera Numero 34/05 del 23 febbraio 2005 (pubblicata sulla G.U. n. 61 del 15.03.2005), che definisce le tariffe sulla base dei livelli di energia immessa in rete:

- 0,095 €/kWh fino a 500.000 kWh/anno
- 0,08 €/kWh per cessioni alla rete comprese tra 500.000 e 1.000.000 kWh/anno
- 0,07 €/kWh per cessioni alla rete comprese tra 1.000.000 e 2.000.000 kWh/anno

Nel caso degli impianti di potenza compresa tra 20 e 50 kWp la tariffa riconosciuta per le eccedenze sarà 0,095 euro/kWh, visto che si può ipotizzare una produzione massima di 75.000 kWh/anno per un sistema da 50 kWp installato nel Sud Italia (1.500 kWh/kWp anno)

3) gli impianti di potenza compresa tra 50 kWp e 1 MWp godranno di una tariffa incentivante che viene decisa dallo stesso richiedente, ma la cui valorizzazione dovrà tener conto di un meccanismo a gara: chi chiede di meno avrà più possibilità di vedersi riconosciuta la tariffa incentivante, che al massimo potrà essere di 0,49 €/kWh, sempre per 20 anni. In pratica, si privilegeranno i sistemi che verranno installati nel Sud Italia, dove l’irraggiamento è superiore al Centro e Nord Italia e per questo sarà possibile richiedere una tariffa inferiore mantenendo la convenienza dell’intervento ad un buon livello. Anche per questo tipo di sistemi vale la combinazione Conto Energia + utilizzo dell’energia e vendita delle eccedenze alla rete elettrica locale (ai sensi della Delibera 34/05 dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas).

Si pagano le tasse sui ricavi derivanti dal riconoscimento incentivante dell’energia elettrica da fonte fotovoltaica?

- La legge 133/99 prevede che “l'esercizio di impianti da fonti rinnovabili di potenza elettrica non superiore a 20 kW [..] non è soggetto agli obblighi di officina elettrica cui all'articolo 53, comma 1, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e l'energia consumata, sia autoprodotta che ricevuta in conto scambio, non è sottoposta all'imposta erariale ed alle relative addizionali sull'energia elettrica".

- Gli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 20 kWp rientrano nell’ambito dell’“officina elettrica”, richiedendo pertanto l’apertura della partita IVA in quanto l’energia elettrica venduta deve essere fatturata. Tale fatturato è soggetto alle imposizioni fiscali vigenti.

In breve: i ricavi derivanti dal Conto Energia sono tassati solo nel caso di impianti aventi potenza superiore ai 20 kWp. L’energia prodotta dagli impianti di potenza 1 – 20 kWp non viene invece tassata.


CHI può inoltrare la domanda di accesso al Conto Energia?

Privati, condomini, aziende, enti pubblici.

QUANDO si può presentare la domanda?

Sono state stabilite 4 date all’anno, che rappresentano le date ultime di presentazione a cui corrisponderanno dei gruppi di richieste che dovranno essere valutate:
31 dicembre, 31 marzo, 30 giugno, 30 settembre.
Questo vuol dire che le richieste potrebbero già essere presentate entro il 31 dicembre del 2005.

A CHI si presentano le domande?

Il destinatario delle domande, che si occuperà anche della valutazione delle stesse nonché della stesura delle graduatorie, è stato determinato nella società Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale Spa.

IN CHE COSA CONSISTE la domanda di accesso al Conto Energia?

Bisogna elaborare un progetto preliminare, da inviare insieme a una specifica modulistica al cosiddetto “Soggetto Attuatore”, l’Ente deputato alla raccolta e alla selezione delle domande.
Il progetto preliminare deve includere una scheda tecnica che riporti:

  • l’ubicazione dell’impianto
  • la potenza nominale dell’impianto
  • la tensione d’ingresso all’inverter
  • le caratteristiche dei moduli fotovoltaici
  • le caratteristiche dell’inverter
  • la produzione annua attesa di energia elettrica
  • le modalità con cui si garantisce il rispetto delle condizioni di efficienza in conformità alla legge

Nel caso d’impianti di potenza maggiore di 50 kWp occorre aggiungere:

  • una busta chiusa sigillata nella quale il Soggetto Responsabile (cioè il richiedente) riporta il valore della tariffa incentivante richiesta (più è bassa e più probabilità ci sono di vedersi assegnata la tariffa)
  • una fideiussione bancaria o assicurativa del valore di 1.500 € per ogni kWp d’impianto richiesto

COME avviene l’individuazione dei soggetti che possono beneficiare dell’incentivo?

Il Soggetto Attuatore entro 60 giorni stilerà e renderà pubblica la graduatoria, che per i sistemi da 1 a 50 kWp si baserà sull’ordine di presentazione, mentre per i sistemi da 50 kWp a 1 MWp dipenderà dalla tariffa richiesta (in cima alla classifica staranno quelli che chiederanno di meno).

QUALE sarà la tempistica da considerare per la realizzazione del sistema?

Entro 90 giorni dalla data ultima di raccolta domande il Soggetto Richiedente riceverà la comunicazione dal Soggetto Attuatore. Entro i successivi 6 mesi (12 mesi nel caso di impianti di potenza superiore a 20 kWp) dovrà avvenire l’inizio lavori.
Il termine dei lavori dovrà avvenire entro 12 mesi dall’inizio lavori per i sistemi fino a 20 kWp ed entro 24 mesi per i sistemi di potenza superiore.
In pratica, significa che se la domanda dovrà essere presentata entro il 31 dicembre 2005, si saprà se ha avuto esito positivo entro il 31 marzo e la realizzazione dell’impianto comincerà tra aprile e settembre 2006, avendo come limite ultimo il periodo compreso tra aprile e settembre 2007. I termini si allargano nel caso di sistemi di potenza superiore a 20 kWp e ovviamente nel caso in cui la prma data limite di presentazione sia il 31 marzo 2006.

COME conviene dimensionare il sistema fotovoltaico?

Visto che non si tratta di un Conto Energia alla tedesca (nel quale tutta l’energia prodotta dal sistema è immessa nella rete elettrica, vendendola alla tariffa incentivante), ma l’energia del sistema viene comunque utilizzata e le eccedenze entrano nella rete elettrica locale, occorre tenere presente proprio quest’ultimo aspetto: la convenienza maggiore si verifica quando la produzione del solare è minore o uguale al consumo annuale dell’utenza. Se invece il sistema fotovoltaico produce più del consumo, i kWh solari in eccesso riceveranno il solo contributo del Conto Energia, non potendo essere scontati dalle bollette (appunto perché si tratta dei kWh che superano il consumo annuale dell’utenza).

Si possono installare i sistemi fotovoltaici a terra?

Sì.

Si può cumulare l’agevolazione del Conto Energia con altri incentivi?

Il Conto Energia è cumulabile con la detrazione IRPEF?
Nel caso di utilizzo della detrazione del 36% del costo totale dell’impianto dall’IRPEF, la tariffa del Conto Energia è ridotta del 30%.

Il Conto Energia è cumulabile con contributi in conto capitale?
L’accesso al Conto Energia è cumulabile con contributi in conto capitale (senza variazioni di tariffa) solo se il contributo non supera il 20% del costo dell’investimento.
Se il contributo supera tale limite, non si può beneficiare della tariffa del Conto Energia.

Il Conto Energia è applicabile a impianti realizzati coi contributi del Programma Nazionale 10.000 Tetti Fotovoltaici?
No, non è possibile.

Il Conto Energia è cumulabile con i certificati verdi e bianchi (titoli di efficienza energetica)?
No, non è cumulabile.

Da dove arrivano i soldi che verranno usati per pagare i kWh fotovoltaici?

Dalla componente tariffaria “A3” presente sulle bollette elettriche, che già da molti anni dovrebbe raccogliere i fondi per le fonti rinnovabili, ma che finora è stata appannaggio soprattutto delle società che hanno realizzato impianti di cogenerazione per lucrare abbondantemente vendendo l’energia elettrica alla rete a tariffe molto incentivanti.
Con l’avvio del Conto Energia finalmente i fondi in arrivo dalla componente A3 (che rappresentano una bella percentuale, intorno al 5% delle bollette) verranno usati per supportare sul serio le fonti rinnovabili, fotovoltaico in particolare. Ciò vuol dire che l’Enel, a differenze di come molti erroneamente pensano, non tirerà fuori un euro e tanto meno si avranno degli aumenti delle bollette, visto che i fondi destinati all’energia elettrica prodotta con la cogenerazione sono in calo (così come era previsto dalla normativa) e si aprono quindi nuove disponibilità per le vere rinnovabili, senza dover trovare i soldi da nessun altra parte.
In particolare, i fondi per il Conto Energia richiederanno un prelievo dalle tariffe elettriche che non supererà 0,014 centesimi di € (0,1% circa del prezzo dell’energia elettrica).

Cambieranno le tariffe negli anni?

Per il 2005 e il 2006 la tariffa è fissata (secondo i termini prima descritti).
A partire dal 2007 la tariffa calerà del 2% all’anno. Ciò non vuol dire che chi ha installato il sistema nel 2006 vedrà ridursi la propria tariffa nel 2007: la sua tariffa resterà immutata. La riduzione verrà applicata agli impianti oggetto di richieste di accesso al Conto Energia inviate a partire dal 1 gennaio 2007.
Le tariffe incentivanti verranno aggiornate ogni anno (a decorrere dal primo gennaio di ogni anno) sulla base del tasso d’inflazione rilevato dall’ISTAT.

La legge del Conto Energia ha l’obiettivo di raggiungere i 100 MWp di impianti fotovoltaici, la cui produzione energetica rappresenterà lo 0,04% circa del fabbisogno nazionale, un’inezia. Ma ne vale la pena?

E’ vero che si tratta di un contributo limitato, ma bisognerà pur cominciare!
Se non si è ancora convinti, guardiamo cosa succede in altri Paesi:

  1. Germania: nel 2004 sono stati installati 400 MWp di impianti (contro i circa 6 MWp italiani...). Coi 600 MWp circa di quest’anno e considerando i circa 400 MWp installati negli anni precedenti in Germania si avranno alla fine del 2005 circa 1.400 MWp installati
  2. Giappone: anche in Giappone alla fine del 2005 saranno installati circa 1.500 MW
  3. Stati Uniti: con la legge del Million Solar Roofs lo Stato della California vuole arrivare a 3.000 MWp di impianti fotovoltaici entro il 2018
  4. Corea del Sud: si vuole arrivare a 1.200 MWp entro il 2012
  5. Spagna: la Legge del Conto Energia è partita l’anno scorso. Si prevedono molte centinaia di MWp entro il 2010

Altri paesi che stanno per attivare incisive leggi di supporto al fotovoltaico: Grecia, Francia (nonostante il nucleare...), Cina (e immaginate quanto può pesare...), Portogallo. L’Italia non può rimanerne fuori. Siamo già troppo indietro, anche dal punto di vista della ricerca e della produzione dei moduli, settori in cui Germania e Giappone la fanno da padroni. Dobbiamo cercare di recuperare!
Di questo passo in meno di 20 anni Germania e Giappone saranno quello che i paesi del Medio Oriente hanno rappresentato per decenni grazie ai giacimenti petroliferi di cui dispongono. Grazie agli sforzi che questi paesi stanno facendo, nei prossimi anni si avranno nuovi materiali e processi produttivi che consentiranno sostanziali riduzioni dei costi. E tutto questo sarà possibile proprio grazie ai programmi d’incentivazione che i rispettivi governi hanno attuato, che hanno spinto le aziende private a investire in ricerca e, altro elemento importante, a creare nuovi posti di lavoro (in Germania 30.000 persone lavorano nel fotovoltaico e questo numero è in costante crescita).
I 100 MWp italiani sono sì pochi, perché ritengo che verranno esauriti in breve tempo, ma servono per dare nuovo slancio al settore nazionale, che avrà assoltamente bisogno di un rapido aggiornamento del programma, che non dovrà avere dei limiti alle installazioni (proprio come in Germania o Giappone). Non dimentichiamoci infatti l’inarrestabile crescita del prezzo del petrolio (dovuta a un’ormai cronica domanda superiore all’offerta, che si prevede continuerà nei prossimi decenni) e le preoccupazioni causate dall’effetto serra.

“Un modulo fotovoltaico deve lavorare decenni per restituire l’energia che è servita per produrlo”

Non è vero.
Un recente studio condotto da esperti incaricati dalla Commissione Europea ha mostrato che il Tempo di Ritorno Energetico è compreso tra 1,5 e 4,4 anni a seconda della tecnologia considerata e della località d’installazione dell’impianto (ovviamente in zone con elevato irraggiamento solare, come l’Italia, la produzione di energia elettrica fotovoltaica è superiore e il Tempo di Ritorno Energetico sarà quindi minore).

“I moduli fotovoltaici contengono elementi molto inquinanti che creeranno problemi di smaltimento: non è vero che è una tecnologia pulita”

Non è vero.
I materiali che costituiscono i moduli fotovoltaici sono il silicio (che costituisce le celle), quantità trascurabili di elementi chimici non tossici inseriti nel silicio stesso, vetro (protezione frontale), fogli di materiale plastico (protezione posteriore) e alluminio (per la cornice). In generale quindi, come ogni altro prodotto che ci circonda, anche i moduli fotovoltaici devono essere smaltiti correttamente, ma si precisa che gli elementi che li costituiscono non sono tossici. A volte si sente parlare di arsenico: è presente solo nei moduli che vengono usati per i satelliti. Non riguarda i moduli comunemente usati negli impianti fotovoltaici per applicazioni industriali o residenziali.

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